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Guru Poornima: una notte luminosa

Guru Poornima: una notte luminosa

Non è una Luna Piena come tutte le altre, quella che giovedì 10 vedremo splendere nel cielo di luglio.

Giovedì si celebra il Guru Purnima, ovvero la Luna Piena del Guru.
Pensate, per un attimo, a quale e quanta emozione suscita una simile circostanza: il fascino della Luna Piena dedicata a Colui che riempie l’oscurità con la Luce della Conoscenza, ovvero il Guru.
Basterebbe questo per far nascere forte, nel nostro animo, il ringraziamento per le parole, le gesta e gli insegnamenti che ogni Maestro ha tramandato sino ai giorni nostri.
Un “grazie” che non può essere semplicemente il vocabolo pronunciato dando fiato alle corde vocali.

Sai Baba un giorno disse: «Un uomo che si dibatte in un pantano non può essere salvato da un altro intrappolato anch'esso nella melma: soltanto chi è su un terreno solido può tirarlo fuori. Per questo, il Guru deve avere una base sicura che si trovi al di sopra e al di là della fanghiglia della mondanità».
Poche parole ma che indicano, chiara e netta, la via. Il nostro compito quotidiano deve essere quello di creare, col nostro Maestro, un rapporto diretto e una connessione concreta e profonda ma che non può limitarsi solo ad una buona intenzione, pur pronunciata con parole adeguate.
Serve impegno, costanza, voglia di voler evolvere come persona.

Mettere in pratica, quotidianamente, e con coerenza, ciò che i Maestri ci insegnano, vuol dire uscire, pian piano, dal pantano, ritrovandosi su quel “terreno solido” dal quale poter aiutare altre persone a risalire, a crescere, ad evolvere.
Tocca a noi essere l’esempio, “produrre energia” nel rapporto col Maestro e con chi condivide la nostra terrena quotidianità.

Camminare in questa direzione, riempirà di significato la notte più splendente del mese di luglio, quella in cui, meditando, cantando e condividendo, sarà più bello dire “Grazie” a coloro i quali, come insegna Sai Baba: «lottarono con sé stessi e si elevarono alle regioni più pure del pensiero per scoprire la propria verità.- Essi sentivano il brivido di questa scoperta e cantavano la libertà conquistata. Questi canti sono dei segnali e tutti coloro che ne traggono beneficio devono riconoscere il debito che hanno. Come si può ripagare il debito che abbiamo con i saggi? Lo si fa studiando, riflettendo su ciò che hanno cantato della loro liberazione, praticando la sadhana (pratica spirituale) che hanno adottato e dimostrando, con l’esperienza personale, che hanno ragione».


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